Mfangano Island

mfangano

Mwanza, Tanzania

Da Homa Bay ho deciso, come avevo in progetto, di andare a visitare una delle isole del lago, e alla fine ho scelto Mfangano, soprattutto per il nome simpatico ed esotico. Bisogna prima di tutto raggiungere Mbita, che si trova tra due rami del lago Vittoria, divisi dall’isola di Rusinga. L’autobus parte ad un’ora imprecisata ma sicuramente non subito perche’ e’ quasi vuoto ( da queste parti nessun mezzo si muove finche’ non e’ pieno ) quindi ripiego per un’auto collettiva che si va aggiungere alla gia’ molto lunga lista di mezzi che ho usato per spostarmi qui in Africa. Queste auto collettive sono delle normali Toyota Corolla bianche dove non so come ci devono stare 10 persone ( 4 davanti, 4 dietro e due nel bagagliaio ). La strada e’ sterrata e pessima ma in un’ora o poco piu’ siamo gia’ in vista del villaggio. Mi dirigo verso il piccolo porticciolo dal quale partono le barche per Takawiri e Mfangano ma c’e’ da aspettare almeno un’ora ( ma alla fine saranno piu’ di due ). Vado in uno dei locali sulla spiaggia dove una simpatica ed avvenente donna vestita di giallo mi accoglie con un sorriso e con il classico “karibu” ( benvenuto ). Mi bevo un paio di chai e poi cazzeggio un po’ in giro, un giovane ragazza mi “offre” della compagnia, da queste parti la prostituzione e’ una cosa molto comune ( a dire il vero anche dalle nostre parti, anche se non ci piace ammetterlo ).

E’ quasi mezzogiorno quando salpiamo, in un’ora raggiungiamo la bella isola di Takawiri e in altri 20 minuti approdiamo a Sena, il capoluogo dell’isola di Mfangano. E’ tardi per una visita di una giornata, quindi deciso subito di fermarmi per la notte. Chiedo in giro e mi indicano un ristorantino dove conosco il proprietario, Fredrick, una splendida persona dai modi pacati e garbati, che gestische anche l’unico “lodge” dell’isola. E’ molto spartano ma per una notte va piu’ che bene, ci sono lenzuola pulite e la zanzariera, una cosa fondamentale in una zona ad alto rischio malarico come questa. E poi costa solo un euro e cinquanta, anche se poi dovro’ pagare anche la stanza di Homa Bay dove ho lasciato le mie cose.

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sul barcone per mfangano

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lago vittoria

La gente dell’isola e’ splendida, anche qui si sprecano i karibu, le strette di mano e gli “how’re you doin?'”. Contrariamente a quanto pensavo e’ gente che vive e veste all’occidentale ( anzi piu’ precisamente “all’americana” ), parlano tutti inglese e nessuno ti fa le classiche sciocche domande uerariufrom eccetera ma sono veramente interessati ad avere una conversazione con chi viaggia e viene da cosi’ lontano. Per quanto riguarda il cibo non c’e’ molta scelta: carne, pesce o, per i vegetariani come me, fagioli, ottimi comunque col chapati ( che e’ quasi piu’ buono qui in Kenya che in India… ).

Non ho molto tempo cosi’ chiedo a Fredrick se mi puo’ trovare qualcuno che mi puo’ accompagnare in un’escursione di qualche ora attorno alla collina che domina l’isola ( Soklo ), e mi trova in breve un ragazzo fidato che per un prezzo onesto e’ disponibile a farmi da guida. Parto subito malgrado il caldo quasi infernale, sara’ una salita davvero molto faticosa e al ritorno i miei vestiti saranno tutti completamente bagnati dal sudore. La giornata’ pero’ e’ bellissima, per la prima volta da quando sono in Kenya il cielo e’ sgombro da nuvole e il panorama sulle isole e sul lago ( del quale si vede solo una piccola parte, e’ davvero enorme ) e’ proprio spettacolare.

Camminiamo attorno alla collina, attraversiamo un piccolo villaggio di capanne ( che non sono molte in quest’isola, stranamente la maggior parte delle abitazioni sono di lamiera ) e quindi torniamo a Sena per il tramonto. Passo una piacevole serata al villaggio e quindi vado a letto presto, e’ stata una giornata magnifica ma lunga, sono molto stanco.

La mattina parto di buon’ora, saluto Fredrick e vado alla spiaggia ad aspettare una barca per Mbita. Ci sono gia’ due barcaioli che attendono persone e merci da caricare, uno ha la maglietta di Totti ed e’ un esperto di calcio, quindi colgo l’occasione per parlare della Coppa d’Africa appena iniziata e dei prossimi mondiali. Gli dico che l’Italia quest’anno ha poche chanches, ma mi risponde che gli italiani “are known as tough guys” ( sono conosciuti per essere dei duri ) e che anche stavolta ci caricheremo durante il torneo e arriveremo fino in fondo. Nel frattempo il sole sta sorgendo proprio di fronte a me, i colori del cielo sono intensissimi e le ombre degli uccelli e delle barche dei pescatori contribuiscono a creare un’atmosfera magica.

Si torna quindi a Mbita dove prendo un’altra auto collettiva per Homa Bay ( stavolta pero’ mi tocca il posto piu’ scomodo vicino al guidatore ). A circa dieci km dalla citta’ buchiamo una gomma e anche se il tipo non ha il cric riusciamo comunque a sostituirla in pochi minuti. Dopo altri 5 km pero’ ne buchiamo un’altra, a quel punto non mi resta che incamminarmi sperando che passi uno dei tanti tizi in moto che fanno una specie di servizio di “mototaxi” ( i famosi dalla-dalla ). Il tipo arriva quasi subito e in pochi minuti sono di nuovo al New Jersey lodge, dove le ragazze mi chiedono ridacchiando dove sono stato, e quando gli dico che ho dormito a Mfangano trovano la cosa ancora piu’ divertente…

mfangano

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info utili

l’auto collettiva fino a Mbita costa 200 ksh, un’ora circa di viaggio. La barca per Sena costa 100, 1.20 ore di viaggio. Ce ne sono diverse durante il giorno, la mia doveva partire alle 10 ma e’ partita quasi a mezzogiorno. Per fermarsi a Mfangano chiedere di Fredrick, che gestisce il secondo ristorante sulla destra sulla strada principale ( e anche l’unica ) di Sena. La guida mi e’ costata 300 ksh per 4 ore di escursione, da solo mi sarei comunque sicuramente perso.