Pronto a salpare…

“I’ve never heard of a traveller die from running out of money. But if they did, I’m pretty sure they’d die happy”

Eccomi dunque pronto a tirare su l’ancora e a partire per questa nuova avventura, prima destinazione: Thailandia. Questo paese era già una destinazione classica quando ho iniziato a viaggiare, anzi era la “base” di molti viaggiatori di lungo corso che si muovevano tra il quadrilatero formato da Goa, Bali, Kathmandu e Bangkok appunto, attratti soprattutto da droga e amore libero. Non mi ha mai affascinato particolarmente, avrei potuto andarci molte volte, ma alla fine ho sempre preferito altre destinazioni in Asia, soprattutto India e Nepal. In realtà però devo essere onesto e dire che di questo paese ne ho sempre saputo poco o nulla, al di là dei classici luoghi comuni ( terra di mignotte e mangiatori di cavallette… ), e quindi malgrado sia molto turistico per me sarà un viaggio in un paese abbastanza sconosciuto, che cercherò di conoscere seguendo come al solito itinerari per quanto possibile alternativi. Entrerò e uscirò dalla Thailandia almeno 3 volte, quindi penso che avrò modo di conoscerla da vari punti vista, anche se passerò la maggior parte del tempo nel nord del paese. Eviterò accuratamente le varie Phuket, Koh Phi Phi, koh Samui e compagnia, zone troppo turistiche e affollate per i miei gusti.

Il progetto di base del viaggio è più o meno questo ( ma stavolta penso che potrebbe cambiare anche di molto ): dopo 20/25 giorni in Thailandia dovrei entrare in Laos dove mi fermerò circa un mese, quindi ritornerò a Bangkok e prenderò l’aereo per Yangon, in Birmania, un paese che ho sempre voluto visitare e dove cercherò di fermarmi un paio mesi ( se non mi buttano fuori prima, il visto è di soli 28 giorni ) e dove mi muoverò un po’ fuori dal classico giro turistico delle big 4 ( Yangon, Inle lake, Mandalay e Bagan ). In realtà in Birmania ci sono limitazioni per i viaggiatori, ma c’è comunque un discreto raggio d’azione, e poi la mia esperienza mi dice che una sana ed onesta mazzetta spesso può essere utile in questi casi. Ritornerò dunque in Thailandia dalla quale mi dirigerò a sud verso la Malesia, dove a Penang mi aspetta un volo per Kuching, nel Borneo Malese. Dopo qualche avventura nella giungla e un bel tatuaggio tradizionale tornerò infine in Thailandia e quindi di nuovo in Italia. Apparentemente niente di difficile, almeno rispetto all’ultimo viaggio in Africa, ma i viaggi possono spesso rivelarsi più complicati del previsto.

Come stile di viaggio tornerò all’hardcore backpacking più puro ( magari mentre sono in viaggio scriverò un post per spiegare bene cosa secondo me è questo stile di viaggio che pochi in realtà praticano ) nel quale sono stato maestro negli anni 90, quindi bassissimo budget, come al solito solo mezzi locali per muovermi, niente tour organizzati, cibo quasi sempre locale, niente laptop o cellulari, barba lunga, rudraksha e lunghi indiano d’ordinanza. E ovviamente niente Lonely Planet, sarà anche la bibbia dei viaggiatori ma appena ne vedo una mi viene l’orticaria. Ne ho comprata solo una in vita mia, “West Asia on a shoestring”, a Kathmandu di seconda mano per due spiccioli. In realtà era già datata e nemmeno mi serviva, ma mi sembrava interessante leggere le prime impressioni di Wheeler che proponeva il classico overland zaino in spalla degli anni 70 da Londra a Kathmandu. Queste guide furono una genialata, e il tipo da hippie vagabondo alla fine è diventato multimilionario, ma oggi sono diventate esattamente l’opposto di ciò che volevano essere all’inizio, cioè delle guide turistiche che propongono itinerari standard per turisti fai da te.

 

Ovviamente però non viaggio completamente a casaccio ( vabbè qualche volta capita… ), sarebbe da idioti, mi scarico da internet le info che mi servono, le mappe, qualche nome di albergo preso qua e là e mi stampo il tutto. Se mi interessa qualcosa di particolare vado all’internet cafe e mi informo, oppure faccio quattro chiacchiere con qualcuno del posto, spesso un farmacista, un venditore di tappeti o un fruttivendolo sono in grado di darti informazioni molto più accurate e interessanti sulla loro città che una guida turistica, che non va mai dimenticato è stata scritta da un viaggiatore, cazzuto quanto vuoi, ma PAGATO per scrivere quei libri, quindi mai del tutto obiettivo.