Mae… Sot/Sariang/Hong Son

sukhothai,thailandia,foto di viaggi

Pai, Thailand

Lasciati alle spalle i grandi festeggiamenti di Ayutthaya e i Buddha giganti di Sukhothai, decido di passare gli ultimi giorni che mi restano qui in Tailandia in zone piu’ tranquille, tra le verdi colline del nord-ovest del paese.

Mi fermo per una tappa interlocutoria nella citta’ di confine di Mae Sot ( una specie di Peshawar del Sud Est Asiatico, senza uomini armati pero’ ), dove c’e’ un interessante e variopinto mix culturale, grazie alla presenza di diversi gruppi etnici sia thai che birmani, ma anche di arabi, cinesi, africani, malesi e, come se non bastasse, pure di parecchi occidentali che lavorano in questa zona per ONG che aiutano i rifugiati. La citta’ non ha grandi attrattive ( al di la’ di qualche bel locale e un coloratissimo morning market ) ma c’e’ un distinto “laid back feel” che invita a rilassarsi e a prendersela comoda, quindi non c’e’ da stupirsi se si finisce per rimanere piu’ del previsto senza sapere perche’. Io ci sono rimasto 3 giorni ma forse mi sarei fermato un paio di giorni in piu’ se solo non ci fosse stato accanto alla guesthouse un bar rumorosissimo dove facevano casino fino alle 2 di notte.

sukhothai,thailandia

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Da Mae Sot c’e’ una sola strada che si dirige verso nord, dove sono diretto, quella che seguendo la linea di confine con il Myanmar sale verso Mae Sariang. Finalmente ho la possibilita’ di fare un viaggio un minimo scomodo e realmente “con mezzi locali”, visto che questa strada e’ percorsa solo a dei malmessi songtao arancioni che vedono solo saltuariamente dei viaggiatori occidentali. In realta’ oltre a me ce ne sono altri due, hippie della vecchia scuola, coi quali non scambiero’ nemmeno una parola per tutto il viaggio ( 6 ore circa ), ma che poi incontrero’ varie volte a Mae Sariang e a Mae Hong Song e ci faro’ delle interessanti chiacchierate. Oltre agli hippie sul songtao ci sono tre monaci con un gallo e una coppietta. In tutto il tragitto saliranno e scenderanno moltissimi birmani che vestono coloratissimi longi e portano una piccola borsa a tracolla. La strada e’ bellissima, senza dubbio la migliore che ho percorso qui in Thailandia. Ci fermiamo in un paio di villaggi per la classica sosta caffe’ e vediamo diversi pittoreschi personaggi. Mi colpisce una donna che fuma un enorme sigaro bianco.

In ogni caso viaggiare in Thailandia con il trasporto pubblico e’ facilissimo, non capisco perche’ la maggior parte dei viaggiatori si muove con i bus e i minibus turistici, comodi e veloci quanto vuoi ma nei quali si incontrano solo turisti, un po’ come nei bazbus sudafricani. Tutto funziona piu’ o meno come in Europa: vai in stazione, compri il biglietto ( o lo fai durante il viaggio ), sali sul bus/minibus/songtao/treno e parti all’orario prestabilito. Non mi mancano per nulla le improvvisate stazioni nei distributori tra puttane e ubriaconi, le attese interminabili, le partenze nel cuore della notte e i minibus stipati all’inverosimile dell’Africa.

Mae Sariang e’ il classico posto tranquillo molto adatto ad una sosta di due o tre giorni dedicata all’ozio totale, dove si puo’ godere dell’atmosfera molto rilassata e piacevole di queste piccole cittadine thai di questa zona di confine. Volendo ovviamente anche qui ci si puo’ dedicare a varie attivita’ ricreative, dal classico trekking alle gite in barca sul famoso Salawin river che scorre esattamente sul confine tra Birmania e Thailandia. E non mancano possibilita’ di escursioni a piedi, in moto o in bicicletta. Per me l’unica cosa interessante sarebbe stata proprio una bella escursione in bici, ma ogni mia velleita’ esplorativa e’ stata bloccata sul nascere dalla pioggia e dal brutto tempo.

Il trekking qui in Thailandia secondo me e’ molto sopravvalutato, anche perche’ al di la’ dei paesaggi che possono essere anche incantevoli in certe zone non e’ il “vero” trekking come lo intendo io. Lo scopo principale e’ andare a vedere questi famosi “hill-tribe villages”, soprattutto quelli karen delle donne giraffa, con lo stesso spirito che si ha quando si va a vedere gli animali della savana. Poi in mezzo ti piazzano un paio di grotte e una cascata e il trekking tour e’ servito. E’ ovviamente tutto fintissimo, e malgrado qualche agenzia si vanti di fare “eco-turismo” ( ma che vuol dire? ) e di rispettare le persone dei villaggi si tratta del piu’ classico turismo da zoo umano, forse il piu’ dannoso in assoluto.

Come detto a Mae Sariang conosco meglio i due hippie, una strana coppia: uno e’ una specie di avventuriero lussemburghese, sulla cinquantina, che ha girato negli ultimi vent’anni soprattutto il Sudamerica ma ha visto anche l’India, l’Afganistan e il Pakistan e l’Africa negli anni 80 e attualmente compra oggetti di artigianato in giro per il mondo e poi va a venderli in Portogallo dove la polizia apparentemente non ti rompe le balle se vendi roba per strada senza licenze. L’altro e’ piu’ giovane, della svizzera tedesca, rasato con una lunga treccia da monaco shaolin. E’ un viaggiatore invernale, piu’ o meno come me al momento, e si fa ogni anno i suoi bei 5/6 mesi in Asia o in Sudamerica. Da questo bizzarro trio scaturiranno interessanti conversazioni filosofiche, teorie astratte, racconti fantascientifici di avventure strabilianti e molto altro. Nulla di tutto cio’ puo’ pero’ essere diffuso su internet, delle menti deboli potrebbero rimanerne traumatizzate in modo permanente.

A Mae Sariang mi perdero’ anche nelle campagne ( grazie ad una mappa sbagliata ) e solo dopo una quindicina di chilometri riusciro’ a ritrovare la strada principale e a farmi offrire un passaggio in moto in citta’. Mae Hong Son e’ molto carina e tutto sommato mi e’ piaciuta, e’ decisamente la piu’ bella delle tre, anche se a conti fatti alla fine ho preferito le altre due. A Mae Sot e a Mae Sariang c’e’ molto meno da fare e da vedere ma anche molto meno turismo organizzato, e anzi manca quasi totalmente la scena “sonounviaggiatorenonsonounturista” che domina invece a Mae Hong Son, che evidentemente ha perso quella “verginita’” che qualche guida o qualche sito ormai datato le attribuivano, pur restando una tranquilla cittadina ancora godibilissima. Non escludo pero’ che questo mio giudizio sia in parte influenzato dalla guesthouse che ho scelto, che era il classico porto di mare di backpackers dove tutti sono ansiosi di scambiarsi le proprie esperienze, o meglio di vantarsi di mirabolanti avventure in bicicletta in India, in moto in Mongolia o in furgone in Australia ( ma c’e’ qualcuno che e’ andato in Australia e non ha viaggiato in un furgone scassato pagato 10 euro?? ).

Comunque si trova in una bellissima zona e puo’ essere usata come base per innumerevoli attivita’, la migliore delle quali secondo me e’ la classica gita in moto. Le strade sono fantastiche e poco trafficate, i villaggi “normali” sono molto belli ( ma se proprio non se ne puo’ fare a meno si puo’ andare a visitare facilmente anche quelli delle donne dal collo lungo, e senza pagare costosi trekking o tour ), la gente e’ simpatica e sempre gentilissima ( ma questo e’ la normalita’ in Thailandia ) e ci sono diversi itinerari possibili per tutti i gusti. Io ho scelto di andare a visitare due piccoli villaggi sul confine, Ban Ruam Thai e Ban Rak Thai, che si trovano ad una cinquantina di chilometri da Mae Hong Son. Il primo non mi e’ piaciuto molto, c’erano piu’ negozi di souvenir che capanne, patatine fritte, coca cola e magliette di Pai in vendita e sembrava davvero una cosa creata ad arte per i turisti, anche se sicuramente non molto tempo fa era un vero villaggio Shan come dicono. Dietro il villaggio c’e’ un incantevole laghetto immerso in una fitta foresta dove diverse coppiette di turisti tailandesi girano con macchina fotografica e treppiede in cerca di un posto adatto per una foto romantica.

L’altro villaggio si trova anch’esso in riva ad un laghetto ma mi e’ sembrato molto piu’ interessante e “autentico” dell’altro. E’ abitato da cinesi della provincia dello Yunnan ed e’ completamente diverso da tutti gli altri della zona. Si trova esattamente sul confine, che si puo’ anche volendo attraversare per pochi metri. La specialita’ del posto e’ il te’ verde, che si puo’ assaggiare nei vari tea shop ed e’ effettivamente buonissimo.

Info utili

Bus da Sukhothai a Tak: 1.30 ore, non mi hanno fatto pagare il biglietto. Minibus da Tak a Mae Sot: 2 ore, 56 bath. Smile Guesthouse a Mae Sot: 100 bath stanza enorme con veranda. Bici in affitto: 40 bath

Songtao da Mae Sot a Mae Sariang ( partenza da un diverso bus stand in centro ): 200 bath, 6 ore. Road Side GH a Mae Sariang, vicino alla stazione, 200 bath.

Torpedone da Mae Sariang a Mae Hong Son: 95 bath, 4 ore. Friend House Guesthouse a un passo dal lago: 200 bath. Moto in affitto alla PA, di fronte alla Friend House: 150 bath al giorno. Scegliere assolutamente quelle a marce ( sono quelle che si trovano anche Bali, col cambio a pedale ma senza frizione ) perche’ qui le strade di montagna sono molto ripide.