Jesus Trail: sulle orme di Gesù nella fantastica Galilea

jesus trail

Israele non è certo una meta famosa per il trekking, ma in realtà ci sono vari itinerari davvero belli, tra montagne, deserti, campagne e luoghi biblici. Tra questi sta acquisendo una certa popolarità il Jesus Trail in Galilea, che è un mix tra il classico cammino/pellegrinaggio e un vero e proprio trek. Sicuramente il punto di forza sono i riferimenti storici ma anche i paesaggi sono molto belli, soprattutto nell’ultima parte quando si scende verso il lago di Tiberiade.

Si può fare in 3-5 giorni ed è adatto più o meno a chiunque sia in grado di camminare 15-20 km al giorno ( sono circa 65 in tutto ). Gran parte dell’itinerario è pianeggiante, quindi non ci sono grosse difficoltà. Si può anche fare qualche pezzo in bus volendo. L’offerta di posti dove fermarsi per ora non è molto ampia, ma almeno un ostello per località si trova. Tutto l’itinerario è ben segnalato con vernice giallo-bianca, ma c’è anche un’app che si può scaricare dal sito jesustrail.com che può essere utile per sapere le distanze percorse e la direzione in caso di dubbi ( anche se c’è solo in ebraico per ora ). I migliori periodi dell’anno per farlo sono la primavera e l’autunno. D’estate fa un gran caldo e d’inverno può piovere molto. Si parte da Nazareth e si arriva a Cafarnao (dove si può poi prendere un bus per Tiberiade o per tornare a Nazareth), seguendo appunto le tracce di Gesù che sicuramente camminò molto su questi sentieri. Ma oltre ai famosi luoghi legati al Vangelo, come Cana o Tabgha, ci sono anche altre cose molto interessanti, dalle rovine della città romana di Sepphoris alle Corna di Hattin, dove Saladino sconfisse i Crociati. Anche Nazareth ( che è la più grande città araba dello Stato di Israele ) è abbastanza carina, ma la città vecchia è meno bella di quelle di Gerusalemme o di Nablus.

Primo giorno: Nazareth-Ilaniya ( 24 km )

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nazareth

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pascoli poco fuori nazareth

Il primo giorno è forse il meno bello per i paesaggi ma ci sono un paio di cose molto interessanti dal punto di vista storico. Chi fa il trek in 4 giorni di solito si ferma a Cana, io ne avevo solo 3 quindi ho fatto l’ultimo tratto fino all’incrocio vicino a Ilaniya in bus per risparmiare un po’ di tempo. Si parte dalla città vecchia di Nazareth seguendo la strada che sale alla Basilica di Gesù Adolescente ( bella vista su tutta la città ) e poi si prosegue su strada asfaltata fino alla periferia della città. Quindi si taglia per campi e pascoli di mucche fino al bosco. Si attraversa l’autostrada e si sale poi su belle colline ( ulivi, prati fioriti ) fino ad arrivare al Parco di Zippori e alle rovine dell’antica città romana di Sepphoris ( biglietto 18 shekel ). Il sito non è molto grande ma bisogna mettere in conto almeno un’ora per la visita. Sepphoris fu un centro importante all’epoca dei romani ( anche se era già abitata in epoca ellenistica ) e la capitale amministrativa della Galilea. Fu poi abitata nei secoli da bizantini, crociati e arabi. Probabilmente fu costruita proprio ai tempi di Gesù da Erode Antipa e Giuseppe potrebbe anche aver lavorato alla sua costruzione. Forse gli stessi genitori di Maria erano di Sepphoris. Era una città ben pianificata sul classico modello romano, con il cardo e il decumano, grandi ville, un teatro. Le cose più interessanti comunque sono i mosaici, davvero molto belli, tra i quali spicca quello della “Mona Lisa della Galilea”, nella Villa di Dioniso. Si torna quindi nel bosco e si sale nel piccolo villaggio arabo di Mash’Had, che si attraversa per poi scendere nella valle che porta a Cana.

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cana

Anche Cana ( Kafar Kanna ) oggi è una città araba abbastanza carina ma è ovviamente conosciuta come il luogo del primo miracolo di Gesù, alle famose nozze. C’è una piccola chiesetta dove nei sotterranei si possono vedere delle anfore che potrebbero essere quelle del miracolo. Qui ho preso l’autobus fino a Golani Junction e poi ho camminato per circa un paio di chilometri fino alla Yarok Az Farm ad Ilaniya, un “ostello” proprio bello con dei dormitori dentro strane tende, un’ottima cucina, un’enorme area relax, ulivi, capre, proprietari simpatici e gentili. Ilanyia è un piccolo villaggio di ebrei immigrati dalla Russia e dall’Asia minore, noto per essere stato per un periodo la casa di Ben Gurion, il primo premier dello Stato di Israele. Proprio accanto c’era un villaggio arabo e le due comunità hanno vissuto in armonia fino al 1948, quando l’esercito occupò tutta la zona e gli arabi furono costretti ad andarsene.

Secondo giorno: Ilaniya-Moshav Arbel ( 21 km )

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verso le corna di hattin

In serata il tempo volge al peggio e inizia a piovere, ma la mattina seguente ha smesso anche se ci sono brutti nuvoloni. Il giapponese che era in tenda con me rinuncia, io invece vado lo stesso e sarà la decisione giusta, visto che troverò anche qualche ora di bel tempo e pioggia solo quando ormai stavo arrivando ad Arbel. La prima parte è la meno bella, si cammina per campi coltivati e per lunghi tratti anche su strada asfaltata, seguendo alcune parti di un’antica strada romana. Si attraversa quindi un kibbuz ( Kibbuz Lavi ) fondato da ebrei inglesi immigrati e infine si scorge sullo sfondo una strana collina con due cime, che bisogna salire per poi scendere verso Moshav Arbel. Questa collina è chiamata le Corna di Hattin ed è famosa per essere il sito dove il feroce Saladino sconfisse i crociati nel 1187. Ambiente molto bucolico con bellissimi prati fioriti e panorama che migliora passo dopo passo, fino a diventare un vero e proprio spettacolo quando si giunge in cima. C’è una spianata con antichi ulivi e tanti fiori e una vista stupenda su Tiberiade e l’omonimo lago, i monti di Arbel e sullo sfondo le montagne del Nord di Israele e le alture del Golan.

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panorama dalle corna di hattin

Si scende quindi seguendo un ripido sentiero e si sbuca sulla strada vicino al grande complesso religioso dei Drusi, dove c’è la tomba di Jethro, suocero di Mosè e primo profeta della religione. Quindi c’è una lunga parte tra i campi e piantagioni di ulivi che ci porta alla base del canyon dei monti di Arbel, che si risale fino all’antica sinagoga e quindi al piccolo villaggio di Arbel.

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moshav arbel, l’antica sinagoga

Terzo giorno: Moshav Arbel-Cafarnao ( 18,5 km )

Sicuramente il giorno più bello di tutto il trek, con grandiosi scorci sul lago di Tiberiade e qualche tratto quasi da escursione alpina. Dall’ostello si prende il sentiero verso le rovine dell’antica sinagoga ( una delle più antiche del mondo ) e quindi si segue la strada fino all’ingresso del parco ( biglietto 22 shekel ). Si cammina quindi verso il bordo delle impressionanti pareti del monte Arbel, fino a raggiungere un belvedere dove c’è una vista molto ampia sul lago, la valle del Giordano e tutta questa parte del Nord di Israele.

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arbel cliffs

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vista sul lago

Si scende seguendo un sentiero molto ripido ( cavi e maniglie nei punti più difficili ) fino ad arrivare alla base della parete dove si possono notare le molte grotte carsiche che furono abitate già nella preistoria ma sono famose per essere state il rifugio degli ebrei che fuggivano dalle persecuzioni dei romani ( spoiler: li uccisero lo stesso ). Nel medioevo poi i drusi costruirono una vera e propria fortezza che si può visitare fino al punto più alto. Si scende per comodo sentiero fino al fondo del canyon dove ci si può dissetare alla sorgente del torrente Arbel.

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la fortezza

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Ora Cafarnao sembra vicina ma in realtà c’è ancora un lungo tratto da fare prima tra campi coltivati e poi seguendo il bordo del lago. Passato uno stabilimento balneare si aggira una piccola collina e si scende a Tabgha, il luogo famoso per il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. C’è una bella chiesetta e tanti pellegrini di ogni nazionalità, etiopi, italiani, sudamericani, indiani. Infine non ci resta che seguire il marciapiede che costeggia il lago e raggiungere le rovine di Cafarnao, una delle città più importanti per i cristiani, visto che qui Gesù passò molto tempo e fu una delle prime comunità cristiane. E’ citata molte volte nei Vangeli e ci sono vari resti dell’epoca, dalla ( presunta ) casa di Pietro alla sinagoga dove predicava Gesù.  Su una collina vicina c’è anche il Monte delle Beatitudini, quello del celebre discorso.

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tabgha, chiesa della moltiplicazione dei pani e dei pesci

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cafarnao

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tiberiade

Vicino a Cafarnao c’è una fermata dell’autobus ma con fermate poco frequenti. Conviene camminare o fare l’autostop fino all’incrocio con la statale ( vicino a Tabgha ) dove c’è poco da aspettare. In genere chi fa il trek poi va a Tiberiade, una città piuttosto bella e moderna ma ricca di storia, visto che fu un’importante città romana e in seguito diventò uno dei più importanti centri della cultura ebraica.