Gangnani

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Kasar Devi, Uttarakhand

Il tranquillo villaggio di Gangnani si trova a meta’ strada tra Uttarkashi e Gangotri e gode di una certa popolarita’ ( tra gli indiani, stranieri non ce ne sono molti ) per le sue sorgenti calde sulfuree, che a quanto pare sono state originate da un potente rishi locale. Sopra la vasca c’e’ un tempietto dedicato a Shiva, dove vive un sadhu. Tutti sono piuttosto gentili e simpatici e l’ atmosfera e’ familiare, puo’ essere un buon posto per passare qualche giorno in totale relax, magari intervallando ai bagni caldi la lettura di un buon libro e degli ottimi pranzi vegetariani. La nostra GH ( Saty hotel ) e’ carina e le stanze sono state tutte perlinate in una maniera un po’ strana forse nel maldestro tentativo di creare un ambiente da chalet della Val d’Aosta. Purtroppo tutto e’ rovinato dalle condizioni pessime del bagno, dove non ci abbiamo passato un minuto piu’ del necessario. Abbiamo tentato anche di protestare per l’ eccessivo costo della stanza ma il propietario e’ stato irremovibile, e neanche la minaccia di andarcene all’altra guesthouse ( che peraltro era forse peggiore ) non e’ servita. Alla fine ci siamo rimasti lo stesso un paio di giorni e la doccia ed il bagno si potevano fare alle sorgenti, come facevano tutti gli abitanti del villaggio. Accanto alla vasca ci sono 3 getti d’acqua con crescente temperatura dell’acqua: una volta fatte le tre docce si puo’ entrare tranquillamente nella vasca dove l’acqua non sembra piu’ cosi’ calda.

gangnani

gangnani

Sopra Gagnnani, a circa 2 km, c’e’ un bel villaggio tradizionale dell’Uttarakhand con case di pietra che mi ricordano un po’ i nostri stavoli dei paesini di montagna. La gente e’ molto allegra e 9 persone su 10 che incontri ti fanno la stessa domanda con un grande sorriso sulle labbra: “Eh, Charas?”. A quanto pare e’ la specialita’ del posto e girando un po’ tra i sentierini attorno al villaggio non ci abbiamo messo molto a capire il perche’: qui cresce un sacco di Marjiuana spontanea! Noi pero’ abbiamo preferito bere un ottimo te’ al ginger da una vecchia contadina del villaggio e comprare un chilo di patate che poi abbiamo fatto cucinare fritte nel ristorante vicino all’albergo.