Impressioni su Delhi

delhi

red fort, delhi

Rishikesh, Uttarakhand

Innanzitutto come premessa vorrei dire che della tanto sbandierata “New India”, moderna e tecnologica, qui a Delhi praticamente non ce n’è traccia. Qualche cambiamento c’e’ stato ma a mio avviso niente di rilevante, l’India che ho visto in questi primi giorni è pressapoco la stessa di 10 o 20 anni fa. Anche il quartiere “lonely planet” Pahar ganj penso sia più o meno lo stesso di molti anni fa, con qualche bettola in meno e qualche internet cafe in più. Alcuni addirittura lo paragonano alla Thamel o alla Freak street di Kathmandu degli anni 70/80, ma è chiaro che non c’è paragone.

Delhi dal mio punto di vista è esattamente come una città non dovrebbe essere: sporchissima, decadente, degradata, triste e inquinata oltre ogni sopportazione umana. Bombay e Madras, forse perchè affacciate al mare, sono ugualmente invivibili ma hanno comunque un certo fascino. Delhi per esempio non può certo offrire un tramonto come quello che si può godere dalla Malabar hill sulla Bucks Bay di Bombay.

Come tutti sanno questa città è divisa in due parti ben distinte: la città vecchia che è un intricatissimo labirinto di vicoli e viuzze strettissime dove si possono respirare a pieni polmoni i famosi “odori” dell’India e la città nuova costruita dagli inglesi che ha il suo centro nella famosa Connaught Place dalla quale si irraggiano a ragnatela larghi vialoni alberati infamezzati da intasatissime rotonde. Tra le due è sicuramente molto meglio la vecchia, anche se non ha certo il fascino di Varanasi o della old Lahore. Comunque la zona tra la moschea Jama Masjid e la strada dello shopping Chandni Chowk è molto pittoresca e merita sicuramente una mezza giornata di cazzeggio tra i vicoli. La moschea è davvero molto bella, mentre gli altri templi della zona e il Red Fort ( carissimo per quel poco che offre, 250 rupie gettate al vento ) sono piuttosto deludenti. Il mio giro da turista si è praticamente concluso qui a Old Delhi, il caldo infernale e l’aria irrespirabile mi hanno fatto desistere dall’idea di andare a vedere la Humayun’s tomb e il Lotus Temple.

delhi

jama masjid, delhi

I “touts” ( attaccabottone/venditori di cose inutili/mendicanti/procacciatori di clienti/tassisti e risciò drivers/spacciatori ) li ho trovati tutto sommato piuttosto morbidi, meno insistenti del solito. Forse hanno imparato a distinguere il turista ingenuo dal viaggiatore più cazzuto che non compra niente e non vuole seccature, o forse semplicemente sono io che non ci faccio più caso.

In conclusione direi che Delhi offre poco o nulla al viaggiatore ( ma per quello che ho visto anche al turista da viaggio organizzato ) e consiglio a tutti di evitarla o di passarci meno tempo possibile.

COSE CHE RICORDERO” DI DELHI:

Gli incredibili grovigli di cavi elettrici tra i vicoli di Paharganj

Il colore grigio/giallo del cielo con il sole quasi nascosto dallo smog

Due elefanti che passeggiavano tranquillamente nel main bazaar all’ora di punta

Il mercato ortofrutticolo, coloratissimo!

Le belle ragazze indiane vestite all’occidentale a Connaught Place

Il caldo soffocante tra i vicoli di Chandni Chowk

Gli adrenalinici attraversamenti delle strade

Un tizio che dormiva in uno spartitraffico largo sì e no un metro in una delle strade più trafficate di New Delhi

Un’allegra famigliola in 5 in moto con bambino di 2/3 anni davanti sul serbatoio ( il massimo dell’incoscienza! )

Beh ora Delhi è fortunatamente solo un lontano ricordo,  mi trovo nella molto shanti Rishikesh in una specie di caravanserraglio di viaggiatori scoppiati ( quasi tutti con dreadlocks, tatuaggi e barba d’ordinanza ) dove regna un’atmosfera molto anni 70. Camere spartane ma in questi posti non ci fai granchè caso e comunque si paga molto poco ( 100 rupie a notte ). Quasi mi dispiace andarmene subito, ma le montagne mi aspettano! ( magari mi fermerò qualche giorno più tardi ).

Ora posso finalmente dire che il viaggio è inziato!

OM SHANTI!