Un passo indietro… L’ultimo giorno ad Hampi e Bangalore

hampi

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Tiruvannamalai, Tamil Nadu

L’ultimo giorno passato ad Hampi e’ stato forse il piu’ bello, ho vagato senza meta per molte ore con la mente calma e serena, e nel pomeriggio ho incontrato delle persone molto speciali. In un tempio di Shiva abbandonato ho trovato un sadhu, che apparentemente sembrava meno sadhu degli altri ( niente dreadlocks, niente cilum fumante in mano, vestiti arancioni ma abbastanza normali ) ma alla fine si e’ rivelato forse uno dei pochi autentici che ho incontrato. Poi e’ arrivato un pensionato di Hampi, che invece sembrava proprio un sadhu o un santone, aveva una lunga barba bianca, le tre linee di Shiva sulla fronte e indossava solo un longi bianco e il cordino dei bramini. In realta’ era un ingegnere in pensione, che dalla morte della moglie alcuni anni fa si era dedicato con piu’ serieta’ alla religione e alla spiritualita’ e per quanto possibile aiutava i sadhu e i bisognosi. Il baba invece aveva avuto 3 mogli e dopo la morte della terza aveva deciso di abbandonare il mondo materiale e vivere di elemosina. A quanto pare e’ convinto che morira’ nel giro di pochi mesi e si e’ gia’ scelto il posto per la sepoltura al centro del tempio. Un’altra cosa strana di questo sadhu e’ che mangia solo meta’ di cio’ che gli viene offerto e l’altra parte la condivide con animali o la getta via in modo che diventi cibo per qualcos’altro. Le ore sono volate a chiacchierare dei piu’ svariati argomenti, dal significato dello sivalinga al funzionamento dei bancomat e delle carte di credito. Ho pranzato con loro ( riso gentilmente offerto dal pensionato del quale ho scordato il nome ) e quindi ho continuato a cazzeggiare per Hampi ancora qualche ora, finche’ e’ arrivato il momento di prendere ancora una volta lo zaino ( sempre piu’ pesante… ) e andare ad Hospet a prendere l’ennesimo night-bus per Bangalore ( questa volta pero’ il viaggio e’ stato ottimo, sono riuscito a dormire praticamente per quasi tutto il tragitto ).

bangalore

bangalore

Bangalore e’ esattamente come mi aspettavo che fosse: una metropoli indiana che assomiglia molto ad una grande citta’ dell’occidente. E devo dire che, almeno la zona centrale della citta’, non mi e’ dispiaciuta affatto, anche se ovviamente anche qui il traffico e’ molto rumoroso e asfissiante ( ma almeno il codice della strada e’ abbastanza rispettato e i semafori funzionano ). La zona attorno al grande Cubbon Park ( bello ma un po’ troppo sporco ) e alla M.G. road e’ praticamente un enorme centro commerciale, molto moderno, dove si puo’ trovare di tutto, anche se i prezzi sono piu’ vicini a quelli europei che a quelli indiani. Abbigliamento di ogni genere, libri, gioielli, elettronica… E moltissimi pub, ristoranti, caffe’ e discoteche. La zona attorno al Kampegowda bus stand invece e’ moderna ma piu’ “indiana”, con mercati coloratissimi sempre molto affollati. Mi e’ sembrata una citta’ molto “giovane” e piena di vita, in deciso contrasto con altre realta’ dell’India dove magari c’è crescita economica ma tutto sembra vecchio e decadente. Quasi tutti i ragazzi vestono all’occidentale ( anche se ricordano molto i nostri peggiori tamarri… ), parlano un ottimo inglese e spesso hanno un livello di cultura piuttosto elevato. Certo oltre allo shopping non c’e’ molto da fare o da vedere e Bangalore quindi, malgrado sia migliore delle varie Delhi, Bombay o Madras, dal mio punto di vista puo’ essere solo un buon punto d’appoggio per il Kerala o per il Tamil Nadu. E anche a Bangalore mi sono chiesto: perche’ i negozi in queste metropoli aprono alle 11 o anche piu’ tardi?

Non ho avuto problemi a trovare il biglietto aereo per il Nepal, ho trovato un’agenzia di viaggi  che mi ha combinato tutto molto velocemente, senza le solite lunghe attese dell’India.