Birmania-Myanmar: istruzioni per l’uso

Viaggiare in Birmania non è particolarmente difficile ma è un paese piuttosto strano dove  molte cose non funzionano come nel nostro mondo occidentale. Ecco qualche consiglio.

Il visto

Per anni è stato uno dei problemi principali nel visitare la Birmania, ma ormai da qualche tempo il regime dei generali ha deciso di concedere un visto “normale” di 28 giorni agli stranieri, che si può ottenere abbastanza facilmente all’ambasciata del proprio paese o in altri paesi del Sud-Est Asiatico. Alcune ambasciate potrebbero richiedere i dati del proprio datore di lavoro, ma non credo che poi vadano a controllare. Gli unici che potrebbero avere dei problemi ad ottenere il visto sono i giornalisti o chi lavora per l’esercito o per il governo.

Overstay?

Fino a poco tempo fa l’overstay, ovvero il prolungamento del proprio viaggio in Birmania senza il visto, era una cosa non del tutto legale ma tacitamente accettata dall’immigrazione, bastava pagare 3 dollari di “multa” per ogni giorno di viaggio senza visto. Io ho viaggiato per 3 settimane senza visto ed è andata bene, ho avuto solo qualche problema con gli hotel, ma ora le regole forse stanno cambiando ed è meglio informarsi molto bene prima di decidere un overstay in questo paese.

Itinerario

Viaggiare in Birmania per molti significa fare un anello tra le “big 4” ( Yangon, Inle lake, Mandalay e Bagan ) e poco altro, ma ciò che distingue questo paese dalla maggior parte degli altri del mondo è la gente, sempre gentile, simpatica e disponibile, e ovviamente più si va fuori dalle rotte turistiche e più si avrà possibilità di confrontarsi con persone genuine.

Il nord è molto particolare e merita sicuramente di essere visitato, così come tutta la zona meridionale tra Mawlawmyine, il delta del Thanlwin, Hpa-an e Kyaitikyo. Anche le montagne tra Hsipaw, Kyaukme e Namshan meritano senza dubbio una visita. Tra Kyauk Myaung, Shwebo e Monywa ho trovato forse le persone più belle e gentili dell’intero paese. Non ho visitato la zona costiera sul Golfo del Bengala dove ci sono le turistiche Ngapali beach e Ngwe Saung beach ma nessuno dei viaggiatori che ho incontrato che c’erano stati me ne ha parlato con entusiasmo: tutti più o meno dicono che se si cerca una settimana di relax al mare è molto meglio andare nel Sud della Thailandia. Negli ultimi anni sta diventando piuttosto popolare Mrauk U, una delle antiche capitali della Birmania ricca di fascino e monumenti, ma abbastanza difficile da raggiungere se non si vuole volare. In realtà i turisti non ci vanno per le pagode ma per vedere le famose donne con il viso tatuato, che stanno diventando un’attrazione come le donne giraffa.

Trekking

 

La Birmania teoricamente potrebbe offrire ottimi percorsi di trekking, ma le limitazioni per gli stranieri non lasciano molta scelta. Il 90% dei turisti fa il classico itinerario di 3 giorni tra Kalaw e il lago Inle, ormai molto inflazionato e che può essere paragonato ai trekking più frequentati della Thailandia. Nei dintorni di Kalaw comunque si possono organizzare ottime escursioni anche in zone sconosciute ai turisti, basta un po’ di intraprendenza. Hsipaw, più nord, può essere una buona alternativa, anche se forse i villaggi tra Namshan e Kyaukme sono migliori perché ancora relativamente incontaminati. Per i trekking d’alta quota l’unica opzione, che può costare oltre 1000 dollari tra guide e permessi, è andare a Putao, nell’area himalayana. Ovviamente se non si ha la necessità di vantarsi di essere stati a fare trekking in zone “selvagge” della Birmania è molto meglio fare questo tipo di escursioni in Nepal o nel nord dell’India.

Dove posso andare?

In Birmania non si può andare dove si vuole, c’è una “zona rossa” molto estesa che è quasi completamente off-limits per gli stranieri. Alcune città all’interno della zona rossa sono visitabili ma solo con costosissimi tour guidati ( si va dai 1000 dollari in su ). Se viaggiate con la LP aggiornata troverete le mappe, ma si trovano anche su internet, QUESTA è la migliore che ho trovato.

Quando andare?

La migliore stagione va da ottobre a marzo, quando ci sono temperature accettabili e piove poco. Tra marzo e giugno-luglio fa caldissimo come nel Sud dell’India e un viaggio in questo periodo può diventare facilmente un supplizio. Durante la nostra estate piove molto ed è sicuramente il peggior periodo per visitare questo paese.

I soldi

update: nel 2012 sono arrivati a Yangon i primi bancomat e sono stati aperti i primi uffici di cambio ufficiali, anche se la maggior parte dei viaggiatori continua a consigliare di portarsi i dollari in contanti.

In questo paese non ci sono bancomat e cambiare i soldi nelle banche è una cosa fuori discussione, perché ci verrebbe applicato un tasso di cambio estremamente svantaggioso. Bisogna quindi cambiare i soldi al nero nei mercati o negli alberghi/guesthouses. E’ necessario portarsi una certa somma in contanti di dollari americani, che sono la valuta di riferimento e che consentono un cambio equo. Si possono cambiare anche gli euro ma il cambio non è favorevole. Questi dollari devono essere perfetti, preferibilmente nuovi di zecca e mai usati. Banconote con scritte, piegature o macchie anche microscopiche non vengono accettati. Se non si trovano in Italia ( io ho dovuto richiederli due volte alla mia banca perché i primi non erano perfetti ) si possono trovare a Khao San road a Bangkok. Il miglior posto per cambiare i soldi è il bogyoke market a Yangon: tutti hanno lo stesso tasso quindi è meglio entrare all’interno del mercato e cambiare da un tipo di un negozio, dove ci si può sedere e contare con calma i soldi. Il cambio ufficiale si può controllare su QUESTO sito.

Quanto mi porto? Quanto costa viaggiare?

update: vari viaggiatori che ho incontrato di recente ( 2013 )  mi hanno confermato che i prezzi di molte cose stanno aumentando in modo esponenziale, soprattutto quelli degli hotel che in un paio d’anni sono in molti casi triplicati o quadruplicati.

Inutile dire che è meglio portarsi qualche dollaro in più, non è proprio il caso di restare senza soldi in Birmania. Ovviamente dipende da come si viaggia e dal tasso di cambio ( al momento in caduta libera ) quindi è impossibile dare un consiglio preciso, comunque direi che si parte dai 3/400 euro al mese per il backpacker più tosto fino ai 1000 per quello più organizzato.

La Birmania è leggermente più cara della vicina Thailandia ma comunque resta un paese molto economico per il viaggiatore indipendente. Ho trovato abbastanza caro il trasporto pubblico, anche perché spesso si è costretti a pagare almeno il doppio del prezzo che pagano i locali. Un pranzo in un ristorante locale costa in media tra 0,5 e 1,50 euro, un caffè 30 centesimi, una birra alla spina dai 50 agli 80 centesimi a seconda della marca. Se ci si accontenta di guesthouses economiche si spende in media 5/8 dollari a notte, quasi sempre con colazione compresa. I prezzi dei biglietti per visitare i monumenti sono in genere abbordabili, il più alto è quello per Bagan ( 10 dollari ) ma vale per tutto il periodo di permanenza in città. Internet può costare dai 30 cents all’ora fino ad un euro o più ma il più delle volte è talmente lento che non si riesce a fare nulla.

Computer/cellulari

Il computer è abbastanza inutile, a meno che non si voglia lavorare offline, visto che la rete internet è lentissima e obsoleta e il wi-fi è ancora qualcosa di misterioso. Per quanto riguarda i cellulari si può acquistare una sim locale ( minimo 20 dollari di traffico ), ma si potrebbe avere problemi con la linea fuori dalle città.

Bus, pickup, treni, aerei, barche, taxi, saiker…

 

In questo paese spesso c’è l’imbarazzo della scelta per i mezzi da usare per spostarsi, anche se qualunque cosa si sceglierà sarà molto probabilmente un mezzo lento, vecchio e scomodo. Gli autobus sono forse l’opzione migliore, soprattutto tra le città principali, anche se sono molto cari rispetto agli standard dell’Asia ( ad esempio la classica tratta Yangon-Mandalay può costare 15/20 euro ). Gli autobus notturni sono relativamente veloci e comodi ma con aria condizionata molto fastidiosa. Gli aerei interni sono abbastanza economici ma vecchi e poco affidabili. Non sono da escludere cancellazioni per destinazioni meno frequentate ( tipo Myitkyina ). I treni sono lentissimi, la velocità media di solito si aggira sui 30/40 km all’ora. In genere ci sono due classi principali: la prima classe con sedili abbastanza comodi e servizio ristorante e la classe ordinaria con panche di legno, spesso molto affollata. Il biglietto va pagato in dollari e la prima classe è piuttosto cara ( ad esempio Yangon-Mawlamyine circa 18 dollari ). Un altro mezzo molto usato in Myanmar sono le barche, visto che ci sono molti grandi fiumi navigabili. Anche questi ferry sono vecchissimi e non sono da escludere problemi meccanici e ritardi. Gli itinerari classici per viaggiatori sono Myitkyina-Mandalay, Mandalay-Bagan e Mawlamyine-Hpa-an. Se si prende il biglietto ( solo dollari anche in questo caso ) per il ponte sono molto economici, anche se va considerata la scomodità e che di notte può fare anche molto freddo. Le cabine però sono carissime. Per brevi tratte il mezzo più usato dai birmani ( e dai viaggiatori più tosti ) è il pick-up, un specie di furgoncino adattato al trasporto passeggeri. In genere questi pick-up sono strapieni e terribilmente scomodi, anche perché le strade sono pessime. Incidenti e guasti meccanici sono all’ordine del giorno. Bisogna sempre contrattare, di solito agli stranieri fanno pagare almeno il doppio del prezzo normale.  Nei pick up birmani la regola è che le donne stanno sedute all’interno e gli uomini sul tetto o appesi da qualche parte. Quando viaggio ho il massimo rispetto per gli usi e costumi dei locali, ma quando si va oltre l’idiozia mi ribello e infatti quando ho potuto mi sono preso il mio posto all’interno recitando la parte dello straniero ingenuo che non sa nulla.

Nelle città ci si può muovere abbastanza facilmente con i mezzi pubblici che hanno prezzi irrisori ( è importante però impararsi i numeri ), ma se si vuole spendere qualcosa di più e avere più libertà si possono usare i saiker ( delle ridicole bici con una specie di carrozzina attaccata su un lato ) oppure i mototaxi. I taxi sono abbastanza cari per gli standard locali.

Traffico

In Birmania c’è poco traffico ma è molto disordinato ( soprattutto a Yangon e a Mandalay ) e se si decide di affittare una moto o un’auto bisogna guidare con la massima attenzione. Non esiste nessun codice stradale e la segnaletica è quasi inesistente ( è l’unico paese al mondo dove non ho mai visto nemmeno un segnale di stop ), in pratica ad ogni incrocio non si capisce mai chi ha la precedenza. Un’altra stranezza di questo paese è che la guida come da noi è a destra ma il volante dell’auto non è a sinistra ma a destra.

Templi

Nei templi birmani spesso non è semplicissimo capire quando bisogna togliersi le scarpe, comunque contrariamente ad altri templi simili ( per esempio in Nepal o in Sri Lanka ) di solito bisogna togliersele molto prima del tempio vero e proprio, quando iniziano le scalinate. Non ci sono cartelli, ma nel dubbio è meglio togliersele per non offendere nessuno.

In alcuni templi ci sono dei “custodi” nelle varie sale con i Buddha che non esitano a chiedere donazioni e offerte. Secondo me è meglio rifiutare con educazione, questi soldi non vanno a mense per i poveri o ad orfanotrofi ma quasi sicuramente nelle casse dei monasteri per la costruzione di nuovi Buddha o Pagode.

Tea shops, ristoranti e bar

I tea shops sono il luogo dove i birmani si incontrano per discutere di attualità, di politica o di sport. Sono locali piuttosto essenziali con tavoli e sedie per nani, e una piccola cucina che può offrire stuzzichini tipo samosas, dolci e noodles. Tè e caffè sono fatti con bustine solubili ed è difficile distinguere l’uno dall’altro. In ogni tavolo c’è un termos di tè verde che è sempre gratuito, anche se non si prende niente. I ristoranti di solito servono riso con minestre varie ( a base di carne o pesce ) e verdure oppure noodles. Nelle città turistiche, soprattutto a Nyaung Shwe e a Bagan, ci sono ristoranti per tutti i gusti, compresi ottimi locali con cucina italiana. In quasi tutte le città si possono trovare buoni ristoranti cinesi e indiani. Non mancano ovviamente i classici “food stalls” nelle strade e nei mercati. Gli standard igienici sono bassi e più o meno simili a quelli dell’India quindi è meglio evitare se possibile i ristoranti peggiori. I bar sono molto belli, spesso hanno una tv che trasmette film o partite e servono noodles, carne alla griglia e riso. Di solito ci sono uno o due tipi di birra alla spina, altre marche in bottiglia e superalcolici che i birmani bevono con acqua.

Etica e Politica

Molti si chiedono se sia giusto visitare la Birmania, un paese governato da una dittatura militare, che si prende gran parte dei soldi che entrano dal turismo. Dal mio punto di vista non trovo alcun buon motivo per non andarci, e anzi penso che la presenza degli stranieri, soprattutto viaggiatori indipendenti, sia una cosa molto positiva per i birmani. Ma ovviamente rispetto chi la pensa diversamente, che però per coerenza dovrebbe boicottare gran parte delle cose che circolano nel nostro mondo occidentale e che vengono prodotte in paesi dove non vengono rispettati i diritti umani, dove vengono sfruttati i bambini o dove si sono combattute guerre per il petrolio o per altre risorse naturali. E non va dimenticato che l’Italia, come molti altri paesi europei, ha grandi interessi in Birmania e ci sono molte aziende che fanno affari d’oro con il governo di questo paese.

Contrariamente a quello che si può pensare molti birmani vogliono parlare di politica e sapere cosa pensiamo noi occidentali della loro situazione. Molti quando si sciolgono un po’ criticano anche pesantemente la dittatura, ma è sempre meglio aspettare che siano loro a trattare l’argomento per evitare di metterli in imbarazzo.