Tezpur e Sivasagar: l’Assam più tradizionale

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( Assam, India )

Lasciata la fredda Shillong ritorno in pianura nella torrida Guwahati dove prendo un comodo minibus per Tezpur, antichissima città che si trova sulla riva settentrionale del Brahmaputra ad un passo dall’Arunachal Pradesh ( che avrei visitato volentieri ma servono ancora dei permessi ). Non è una città bellissima ma mi è piaciuta, soprattutto per l’atmosfera di provincia rilassata, i bei parchi e la simpatia degli abitanti. I viaggiatori stranieri qui si vedono raramente ed è quindi particolarmente adatta per conoscere meglio la cultura tradizionale dell’Assam, che è un intricato mix di varie culture del Sud Est Asiatico, dell’area tibetana, del Subcontinente Indiano e, in tempi più recenti, di quelle occidentali portate dai colonialisti inglesi. Anche qui, come nel Tripura, il grande flusso di bengali non musulmani fuggiti dal Pakistan dell’Est ( oggi Bangladesh ) dopo la partizione del 1947, ha influenzato molto la cultura e lo sviluppo dello Stato. Nell’Assam ci sono moltissimi gruppi etnici diversi, si parlano decine di lingue, si praticano quasi tutte le religioni e c’è una varietà di cibo eccezionale in grado di soddisfare anche i palati più esigenti. La gente è piuttosto diversa sia da quella degli altri Stati del Nord Est che da quella dell’India più tradizionale. Fin dall’antichità gli artigiani e gli artisti dell’Assam sono conosciuti per la grande qualità delle loro opere: musica, letteratura, scultura, architettura, teatro, danza, artigianato tradizionale sono apprezzate in tutta l’India e considerate tra le migliori espressioni artistiche dell’intero Paese.

Questo Stato non è solo ricco dal punto di vista culturale, ma anche da quello economico. E’ chiamato il “tea basket of India”, qui si producono quantità incredibili di tè sia per l’India che per altri Paesi. La qualità Assam è molto forte e considerata la migliore per il chai ( che qui si chiama cha’, pronunciato in bengali ), il classico tè con il latte indiano. Oltre al tè ci sono ovviamente altre produzioni dell’agricoltura, soprattutto riso e cereali ma anche orchidee, i famosi peperoncini piccantissimi, i limoni, le erbe medicinali. Inoltre ci sono moltissime risorse naturali, soprattutto il petrolio e il gas naturale, ma anche vari minerali e legname. Purtroppo in India dove c’è ricchezza c’è anche molto sfruttamento delle classi più deboli ( o forse sarebbe meglio dire della casta dei servi e dei fuori casta ): proprio durante la mia permanenza ci fu uno scandalo per la morte di fame di alcuni operai delle piantagioni da tè, costretti a lavorare in condizioni inaccettabili nel 2012 per una manciata di rupie al giorno.

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Tezpur è una città di media grandezza che si è sviluppata su un’ansa del fiume Brahmaputra, c’è molto verde, dei pittoreschi laghetti e qualche edificio interessante dell’epoca coloniale. Il centro è  piccolo e  compatto e dopo pochi giorni di permanenza in città molti ti salutano come se fossi un loro concittadino. Ci sono ottimi ristoranti, tra i quali un super economico “fast food” di cibo indiano che fa un masala dosai strepitoso ( considerando che è un piatto tipico del Sud dell’India ).

Non c’è una vera e propria “passeggiata” sul fiume ma in questo periodo invernale di secca si può scendere sul letto e farsi delle belle camminate lungo le rive. In certi punti sembra una spiaggia tropicale. Questo fiume è impressionante, in questa parte dell’Assam può raggiungere in certi punti una larghezza massima di 10 chilometri. Come si può intuire dal nome è un fiume sacro molto venerato qui in India. Su queste rive ci sono diversi templi e moltissime statue/bambole delle divinità femminili che sono un po’ la caratteristica dell’area del Bengala. Al mattino presto si possono vedere molte persone che fanno il bagno rituale o che meditano.

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Questa è la città del sangue ( è il significato di Tezpur e anche del nome antico Sonitpur ) ma anche dell’amore, grazie alla famosa leggenda degli amanti Usha e Aniruddha, narrata nei poemi epici indiani. Usha era la bellissima figlia del demone Banasura dalle 1000 braccia che regnava a Tezpur, mentre Aniruddha era il nipote di Krishna e un avatar di Vishnu. Usha aveva molti pretendenti e il padre Banasura, preoccupato che potesse scegliere l’uomo sbagliato, decise di rinchiuderla nella fortezza di Agnigarh. La ragazza una notte fece un sogno: sognò di essere felice accanto al suo futuro marito, che grazie all’aiuto dell’amica Chitralekha scoprì essere Aniruddha. Chitralekha era una potente yogini e grazie ai suoi poteri riuscì a portare Aniruddha da Usha. I due amanti vissero così il loro grande amore all’interno della fortezza, finché Banasura non scoprì ciò che stava accadendo e andò su tutte le furie. Aniruddha riuscì a sconfiggere l’esercito del demone ma non Banasura stesso, che aveva acquisito straordinari poteri venerando Shiva, e fu così imprigionato a Tezpur. Nel frattempo Krishna e i suoi familiari vennero a sapere cosa gli era accaduto e organizzarono una spedizione armata per liberarlo. Shiva decise di schierarsi a fianco di Banasura e ne scaturì una delle più sanguinose battaglie di tutti i tempi, che però non ebbe vincitori né vinti perché Krishna e Shiva sono due aspetti diversi della stessa divinità e non possono prevalere uno sull’altro. Alla fine però Krishna risparmiò Banasura, che perse le sue 1000 braccia ma divenne immortale. Usha e Aniruddha quindi poterono coronare il loro sogno d’amore e tornarono a Dwaraka su un carro inghirlandato di fiori tra la folla festante. Ci sono vari spunti filosofici in questa storia, queste leggende servivano probabilmente ai saggi per spiegare concetti complessi sulla vita ai loro discepoli non illuminati.

Agnigarh, la “fortezza di fuoco”, è un parco sulla collina omonima ed è oggi una delle attrazioni turistiche più interessanti di Tezpur, soprattutto grazie al bel panorama sul Brahmaputra.

Nei miei vagabondaggi lungo le rive del Brahmaputra scopro quasi per caso il sito archeologico di Bamuni e il tempio Bhairabi della Dea Durga, il più antico dell’Assam. Il sito è praticamente abbandonato a se stesso, un ammasso disordinato di detriti, colonne e bassorilievi tra i quali si può solo intuire la bellezza di questo tempio che risale al IX secolo. Il tempio Bhairabi non è nulla di straordinario, ma senza dubbio come spesso accade in questi siti sacri dell’India si percepisce quel’atmosfera mistica che è una caratteristica di questo Paese. Ci sono un paio di capretti che attendono ignari la decapitazione rituale e un rumoroso gruppo di persone di Guwahati che festeggia un matrimonio. Non mancano ovviamente i suonatori di flauti e tamburi. Durante un’altra camminata, cercando di salire su una collina, mi perdo nella zona più povera della città, dove incontro tante persone simpatiche, bambini che vogliono fare un po’ di pratica con l’inglese e anche ovviamente qualche sguardo perplesso. Ma anch’io rimango abbastanza perplesso quando passando per la vecchia stazione ferroviaria non più operativa, tra rifiuti e carcasse di vecchi treni, scopro che la biglietteria e la sala d’aspetto sono diventate una specie di clinica…

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Anche Sivasagar è una città di provincia abbastanza tranquilla, ma più vivace e trafficata di Tezpur. Si trova infatti sull’arteria principale dell’Assam Guwahati-Dibrugarh, è un vivace centro commerciale e ospita il tempio di Shiva più importante e frequentato del Nord Est Indiano, il famoso ed elegante Shivdol Mandir, che contiene un veneratissimo sivalinga. Anche questa città è molto antica ma rispetto a Tezpur e ad altre città del Nord Est ha molte cose interessanti dal punto di visto storico e archeologico, oserei dire che probabilmente è la più interessante dal punto di vista turistico anche se è rarissimo vedere dei turisti stranieri da queste parti, visto che nell’Assam i tour classici fanno solo il parco di Kaziranga e al limite Majuli Island. Non è molto chiara l’origine del nome della città, che anticamente era Rangpur, ma probabilmente è dovuto al grande lago artificiale che si trova nel centro città che fu realizzato dalla Regina Ambika in onore del Re Sibsingha e fu quindi chiamato Sibsagar ( sagar significa “mare” e veniva usato dai Re Ahom come suffisso per il nome di questi bacini artificiali ). La storia della città è davvero molto ricca ed è legata principalmente alla dinastia Shan Ahom che arrivò dal Sud Est Asiatico e regnò per circa 6 secoli dal 1200 circa. I Re Ahom costruirono strade, palazzi, ponti, templi, laghi artificiali e furono i primi ad introdurre la coltivazione del riso con moderni sistemi di irrigazione. Molte di queste opere sono sparse attorno a Sivasagar e alcune anche in discrete condizioni ( cosa non scontata in India ). Mi sono fatto qualche bel giro a piedi e come al solito ho trovato più interessanti i siti “minori” che quelli più frequentati. In ogni caso i più famosi e interessanti dal punto di vista storico sono il Talatal Gar, il Ranghar, il bacino Joysagar e ovviamente il complesso templare dello Shivdol Mandir. Il Talatal Gar era il palazzo reale dei Re Ahom e fu costruito inizialmente in legno sul finire del 1600 e poi in mattoni e legno nella metà del 1700. Oggi si può vedere solo parte della struttura in mattoni al centro di un bel giardino. Più piccolo ma decisamente più affascinante è il Ranghar, un edificio molto particolare e unico che veniva usato dal Re e dalla sua corte per osservare giochi, danze e incontri sportivi. Il lago Joysagar è il più grande bacino realizzato dall’uomo dell’India, fu costruito sul finire del 1600 dal Re Rudrasingha insieme a tre templi in perfetto stile Ahom tra i quali spicca l’elegante Vishnudol. L’area attorno al lago oggi è diventata un college universitario. Questi siti ed altri edifici minori si trovano a circa 3/5 km dal centro di Sivasagar, io ci sono andato un paio di volte a piedi ma ci sono ovviamente anche i tuc-tuc collettivi ( 5 rupie ) e credo che chiedendo in giro ci si possa procurare anche una bici in affitto. Poco più lontano, a Gaurisagar e a Gargaon, si possono trovare altre testimonianze dell’epoca degli Ahom, dei templi e un altro palazzo reale, il Kareng Ghar.

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Ma il complesso più interessante e affascinante di Sivasagar è senza dubbio quello del grande Shivdol Mandir, che domina con la sua bellissima cupola dorata il Sivasagar Tank e tutta la città. Oltre allo Shivdol ci sono altri due templi, il Vishnudol e il Devidol. Questi templi hanno una struttura granitica molto elegante, sono decorati con molti bassorilievi e sono spettacolari ammirati al tramonto dalle rive del lago. Il tempio principale è anch’esso stato costruito dalla Regina Ambika ( nella dinastia Ahom le Regine spesso hanno avuto ruoli molto importanti ) nel 1700, è il più alto tempio di Shiva dell’India e il sito più sacro del Nord Est. Purtroppo per soli pochi giorni ho dovuto rinunciare al grande Maha Sivaratri che raduna migliaia di pellegrini ed è uno dei festival religiosi più importanti e sentiti di questa parte dell’India.

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 Info utili:

-Sumo Shillong-Guwahati: 150 r, 3 ore
-Minibus Guwahati-Tezpur: 150 r, 3 ore
-Hotel Chaliha’s a Tezpur: 250 r
-Bus Tezpur-Jorhat: 100 r
-Bus Jorhat-Sivasagar: 40 r, 1.30 ore
-Hotel Raj Palace a Sivasagar: 400 r