L’isola dell’amicizia ( Ukerewe island )

ukerewe

Mwanza, Tanzania

L’isola di Ukerewe, non molto lontana dal porto di Mwanza, e’ la piu’ grande isola del lago Vittoria e in teoria dovrebbe essere quella piu’ conosciuta e frequentata. In due giorni sull’isola pero’ ho incontrato solo una ragazza bianca a Nansio e le espressioni nel volto della gente che ho incontrato nei villaggi sono state piu’ che eloquenti: da queste parti di “mzungu” ne hanno visti ben pochi.

Ho chiamato quest’isola “l’isola dell’amicizia” perche’ mi sono sentito veramente tra amici, qui sono tutti gentilissimi e ospitali, molti ti salutano e ti sorridono. Non mancano ovviamente i “karibu”, e piu’ di qualcuno mi invita nella capanne. Pochissimi parlano l’inglese ma e’ bello sentire dei bambini che ti accolgono con un “how are you?” o con un “welcome” invece degli squallidi “give me money!” o “what you want?” che ho sentito in altre parti dell’Africa.

Ukerewe e’ un vero paradiso tropicale e ci si puo’ coltivare davvero di tutto, dalla frutta agli ortaggi, dal mais alle arachidi, dal caffe’ alle spezie. Ci sono anche parecchie cose che non conosco e non ho mai visto. Nel lago poi c’e’ tantissimo pesce per tutti i gusti. Nei ristoranti pero’ la scelta e’ molto limitata, cio’ significa per me ancora fagioli… ( ma perche’ qualcuno non gli spiega che con tutti questi bellissimi ortaggi si possono fare delle buonissime insalate? ).

ukerewe

Il modo migliore di girare l’isola e’ la bici, che si puo’ affittare per pochi spiccioli a Nansio. In un giorno si puo’ fare un bel giro sulla costa est, tra Bukindo, Kitare e Buzegwe. Si attraversano molti bei villaggi, scuole e si puo’ godere di splendidi panorami sul lago. Buzegwe mi e’ piaciuta molto ( malgrado l’incontro con dei grossi lucertoloni acquatici che inizialmente avevo scambiato per dei piccoli coccodrilli… ), ci sono delle bizzarre formazioni rocciose e i panorami sono spettacolari in ogni direzione. Kitare invece mi e’ piaciuta di meno, sara’ perche’ appena arrivato ho visto un tipo ubriaco disteso davanti ad un bar e completamente insanguinato. Nessuno sembra farci caso, finche’ l’uomo riesce a rialzarsi e ad andarsene barcollando, malgrado le brutte ferite che ha nel volto. Vado sul molo a fare qualche foto e quando torno un tizio seduto in un altro bar mi chiama e mi dice ” pictures, money”. Non gli rispondo neanche, inforco la bicicletta e me ne vado. Comunque il resto della gente del villaggio e’ normale e molto simpatica.

Gli incontri con i bambini, tantissimi ( qui la media figli per famiglia e’ di circa 7/8 ), sono stati molto belli e divertenti, perche’ molti ti guardano sbalorditi senza sapere cosa dire o cosa fare, mentre altri si nascondono impauriti. Alcune bambine fanno un inchino e dicono “karibu” o “welcome”.

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Anche qui fa un caldo infernale e per fortuna sulla via del ritorno il cielo¬†si e’ annuvolato un po’ e vengo risparmiato dal sole di mezzogiorno, che qui veramente non perdona…

Nella guesthouse dove mi sono fermato le ragazze sono abbastanza divertite e incuriosite di avere un mzungu tra i propri clienti ( cosa da quanto ho capito¬†abbastanza rara se non unica, quasi tutti si fermano al Nansio lodge ). Non parlano inglese ma mi faccio tradurre da un altro cliente e gli spiego che siamo uguali ai neri, abbiamo due gambe, due braccia, due occhi…

Mi sarei fermato un paio di giorni in piu’ ma ho fatto la cappella di comprare in anticipo il biglietto del bus per Dar, probabilmente ha inciso l’idea di andare a riposarmi su di una spiaggia a Zanzibar prima possibile.

Ho postato altre foto, anche qualcuna degli animali della savana.

info utili

Il ferry da Mwanza a Ukerewe costa 4000 tzsh, 3 ore circa di viaggio. A Nansio mi sono fermato alla New Sanganya gh, 3000 tzsh a notte. La bici si puo’ affittare da un tizio che sta tra la banca e il mercato, 200 tzsh all’ora. Meglio prendere una mtb con marce perche’ ci sono parecchi saliscendi e la strada e’ quasi tutta sterrata. Il bus per Dar es Salaam costa 35000 tzsh e si puo’ comprare in uno degli uffici vicino alla stazione dei dalla-dalla.