Il sogno continua…

Novembre, andiamo. E’ tempo di migrare… ( vabbè forse era settembre ma va bene lo stesso )
Arrivano i primi freddi da nord, cadono le foglie dagli alberi, torna l’ora solare… ed eccomi pronto per il quinto anno consecutivo a lasciare il Belpaese per l’Asia, continente che ormai considero la mia seconda casa, ho perso il conto di quante volte ci sono stato. Di sicuro in India ci sono già stato sei volte, ma evidentemente non mi è bastato e malgrado ci siano anche molte cose che non mi piacciono di questo paese è quello dove mi sento più a mio agio e sono abbastanza certo di essere stato un indiano in una o più vite precedenti. Stavolta tornerò all’antico, almeno per la prima parte di viaggio, e smetterò provvisoriamente i panni del viaggiatore per rimettermi quelli ( molto comodi ) del sadhu: quindi con il mio longhi e a pieni nudi dalla mia base di Tiruvannamalai andrò in giro per il Tamil Nadu a scoprire, o a riscoprire, i luoghi sacri dell’India del Sud. Inoltre a Febbraio c’è un evento al quale essendo in India non posso non partecipare: si tratta del famoso Kumbha Mela di Allahabad, il mitico raduno religioso che si svolge ogni 12 anni alla sacra confluenza tra i fiumi Ganga, Yamuna e Saraswati. Lo so già che è una cosa folle, con milioni di persone in trance religiosa e un casino pazzesco di sadhu, fachiri, santoni e personaggi stravaganti di ogni genere, dove un sacco di gente ci lascia le penne o viene derubata, ma credo che per un amante dell’India come me sia un evento assolutamente da non perdere. In più oltre all’occasione di vedere dal vivo il più grande raduno di persone del mondo ( si stimano minimo 60 milioni di partecipanti ) avrò la possibilità di fare un ottimo reportage fotografico. A questo proposito se qualcuno è interessato ad avere delle foto in esclusiva o una corrispondenza mi contatti pure. Tra il Tamil Nadu e Allahabad comunque ci sono 1500 chilometri, quindi devo ancora decidere cosa vedere e dove fermarmi in questo viaggio verso nord ( che tra l’altro ho già fatto nel 1996 ).

Lasciata l’India il resto del viaggio è ancora in cantiere: probabilmente mi farò 2/3 settimane nel sud delle Filippine ( dove ho già adocchiato un bel vulcano da salire ), quindi Sabah, il Kalimantan, forse Sulawesi, forse Maluku e forse qualche giorno a Giava. La parte nel Borneo è quella meno chiara, ero partito abbastanza entusiasta per questa destinazione ma le mie ricerche mi stanno confermando ciò che altri viaggiatori mi avevano accennato: per vedere il “vero” Borneo Indonesiano e non solo città inquinate di scarso interesse ( a parte Banjarmasin che invece mi attira molto ) bisogna spendere un sacco di soldi, molti di più di quelli che spenderesti per vedere la stessa giungla nel Sarawak, nella parte malese dell’isola che ho già visitato. Comunque ci proverò lo stesso, al limite se va male prenderò il primo traghetto per Sulawesi e passerò più tempo là, visto che invece su quest’isola ci sono molte info e vari itinerari possibili fuori dalle rotte più battute. Stavolta mi porterò anche una piccola tenda per fare qualche tratto di puro “freestyle”.

Il sogno quindi continua, non ho ancora trovato ciò che cerco ( ma forse se ciò fosse successo non sarei più un viaggiatore ), né ho trovato un modo serio per finanziare i miei viaggi. Ma continuerò a provarci. E continuerò a sognare…