Gonder

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Gonder, Etiopia

Cercavo un posto dove rilassarmi per qualche giorno, fare il bucato e cazzeggiare in giro senza stancarmi troppo, e Gonder e’ il posto giusto. E’ una cittadina molto “easygoing”, dove tra l’altro si sente molto l’influenza della pur breve occupazione italiana. Si possono mangiare dei discreti spaghetti o andare a bere un macchiato alla “piazza”, dove ci sono dei veri caffe’ con i tavolini fuori e le cameriere carine. Alcuni bar sembrano i nostri degli anni cinquanta. Se la gente non continuasse a fissarmi in continuazione pero’ sarebbe meglio. Alcuni ti guardano e bisbigliano qualcosa nella loro lingua fissandoti, una delle cose piu’ maleducate e fastidiose in assoluto. Mi sara’ difficile apprezzare questa gente se si comportano dappertutto cosi’. Posso capire la legittima curiosita’ verso uno straniero, ma per ora questo atteggiamento mi sembra decisamente eccessivo.

Ho visitato le due attrazioni principali della citta’, il castello seicentesco che la domina e la Debhre Bihran church. Il castello fosse in Francia o in Inghilterra nessuno lo noterebbe, ma qui, in Africa, bisogna ammettere che fa la sua figura. La chiesa invece secondo me e’ sopravvalutata. Ho visitato altre chiese coptiche in citta’ e sono anche queste piuttosto strane e molto frequentate, soprattutto da donne. Gli uomini invece preferiscono decisamente i bar, ce n’e’ uno ogni 10 metri. E qui i bar non sono dei posti dove andare a bere un caffe’, una birra o a mangiare un tramezzino, ma spesso dei luoghi angusti e bui dove ci si va ad ubriacare la sera, oppure a cercare qualche puttana. A proposito, ho il sospetto che anche il mio hotel abbia un’attivita’ collaterale di bordello.

Un ultimo appunto sull’ora e sul calendario etiope: neanche un tizio ubriaco e strafatto di crack riuscirebbe a partorire un sistema cosi’ assurdo come questo.