Etiopia!!

in mezzo al nulla verso il confine sudan-etiopia, il motore del bus è esploso

Gonder, Etiopia

Dunque finalmente riesco a lasciare Khartoum e punto dritto di nuovo verso sud, prima a Gedaref e quindi a Gallabat, la citta’ di confine sul lato sudanese. Lungo la strada il paesaggio cambia drammaticamente, si entra nella zona sub-sahariana e si iniziano a vedere campi coltivati e mandrie di bovini. Ci si sente davvero in Africa, tra sconfinati campi gialli bruciati dal sole e isolati alberi che spuntano qua e la’. A circa 100 km da Gedaref sentiamo un botto pazzesco, l’autobus rallenta e quindi accosta. Scendiamo tutti a vedere cosa e’ successo, ma gia’ immaginando che quell’autobus non si sarebbe mosso da li’ per un bel pezzo. E infatti e’ letteralmente esploso il motore, c’e’ una traccia di olio sull’asfalto lunga 100 metri. Si avvicina un sudanese che lavora a Monaco e parla un inglese impeccabile e dice che e’ normale, questi autobus sono “chinese bullshit”, sembrano belli da fuori ma hanno dei motori totalmente inaffidabili che si rompono spessissimo. Per fortuna poco dopo si ferma un altro autobus che ha qualche posto libero e riesco sgomitando non poco ad accaparrarmene uno.

Nei giorni scorsi con gli altri travellers a Khartoum si e’ parlato spesso della citta’ di confine etiope, Metema, dove bisogna passare almeno una notte e che ha una pessima fama. Devo riuscire ad arrivare prima del tramonto, altrimenti potrei avere qualche problema che preferirei evitare. Passare il confine non e’ affatto semplice, bisogna andare in 3 uffici sudanesi e due etiopi: nessuno sembra minimamente un ufficio dell’immigrazione di un confine, anzi il primo etiope e’ una capanna con il tetto di paglia… Mi affido ai touts locali, so che poi vorranno la mancia, ma in questo caso sara’ piu’ che meritata, visto che mi faranno risparmiare un sacco di tempo. La citta’ fa veramente schifo, e ci sono gia’ vari tizi ubriachi che girano barcollando. Alcuni viaggiatori sono stati coinvolti loro malgrado in risse, anche violente, con questi personaggi e hanno passato guai seri, visto che se arriva la polizia e’ probabile che diano la colpa a te e non all’ubriacone, con l’obiettivo chiaro di spillarti qualche banconota con la faccia di qualche presidente americano. Arrivo all’hotel ( pessimo, ma costa solo 2 euro ), poi esco solo per comprare dell’acqua, qualcosa da mangiare e il biglietto della corriera per Gonder per il giorno dopo. L’autobus parte alle 6 ma bisogna essere li’ un po’ prima e la citta’ al buio e’ tutt’altro che rassicurante, ci sono dei poliziotti in borghese che girano col kalashnikov. Quando arrivo al bus stand mi vengono incontro dei tipi urlando qualcosa in amarico e agitando in aria un bastone, poi mi riconoscono e si calmano: sono i tizi del bus che fanno la ronda notturna per evitare furti ed episodi di vandalismo. Il viaggio dura meno del previsto e il paesaggio e’ fantastico: dalle pianure si sale guadagnando rapidamente quota fino a raggiungere gli altipiani del nord dell’Etiopia, che sono colorati di verde, rosso e giallo ocra. I villaggi sono perlopiu’ composti da capanne circolari con il tetto di paglia. La gente in questa zona vive prevalentemente di agricoltura e pastorizia, in questo periodo pero’ molti sono impegnati anche nella costruzione della strada per Gonder.

Arrivare in Etiopia dal Sudan e’ un vero choc culturale: si passa da un mondo islamico rigido e conservatore ( anche se in realta’ non integralista ) ad un altro “cristiano” che sembra invece non avere regole e quelle che ci sono appaiono a dir poco bizzarre. Gli etiopi mi sembrano tutti completamente fuori di testa e si comportano in maniera a dir poco stravagante. Vivono in un loro mondo, che non ha niente a che fare con quello occidentale ne’ con nessun altro posto ( al di la’ delle cose riprese da noi italiani ). Per il modo di relazionarsi con noi stranieri mi ricordano un po’ gli indiani, spesso ti fissano sbalorditi come se non avessero mai visto un “faranji”( uomo bianco ). Ovviamente non e’ cosi’, soprattutto in posti come Gonder dove ne hanno visti sicuramente moltissimi. C’e’ pero’ una differenza: qui ti fissano e ti sorridono anche le donne, cosa che non accade mai, o raramente, in India. Le etiopi sono molto belle, e molte che qui fanno dei lavori umilissimi anche nei cantieri, farebbero la loro porca figura anche nelle sfilate di moda milanesi. In particolare le acconciature sono bellissime, soprattutto delle bambine. Alcune hanno degli strani tatuaggi ( altra similitudine con l’india, ma comunque quando guardano i miei sembra che non ne abbiano mai visto uno… ), spesso una croce in fronte. Molti uomini girano con un bastone. La musica etiope e’ inascoltabile. Come mi avevano detto la connessione internet e’ veramente lenterrima.

gonder

gonder

info utili

Per andare da Khartoum a Gallabat bisogna andare in taxi alla nuova stazione di Minar el Bahri ( 15 p ), quindi entrare ( 2 p ) e registrarsi alla polizia. Poi andare al terminal 1 a comprare il biglietto ( 33 p ). Il primo ( e forse unico ) bus parte alle 7.15 e arriva all’1 circa. Da li’ bisogna andare con un taxi ad un altro bus stand ( 5/10 p ) e prendere il bus per Gallabat ( 10 p, 2.30 ore circa ). Al confine come ho detto nel post non e’ facile districarsi, quindi e’ meglio seguire i touts e dargli 20/30 birr di mancia alla fine. Una stanza d’hotel a Metema costa sui 30/40 birr, penso che facciano tutte schifo quindi e’ meglio prendere la prima che capita. E’ meglio evitare di parlare con chiunque e di andare a bere nei bar ( al limite comprate una birra  all’hotel e bevetela in camera ). Il cambio non e’ buono, ovviamente cercano di approfittare della situazione, meglio cambiare al massimo 20 dollari e i rimanenti pounds sudanesi ( per i quali il cambio e’ ancora peggiore, meglio cercare di finirli ). Al massimo ti danno 12 birr per un dollaro, quando in banca e’ 12.5 e a Gonder al nero e’ piu’ di 13. Il bus per Gonder costa 50 birr e ci mette 5.30 ore. A Gonder mi sono fermato al Yenet hotel, 60 birr a notte, stanze accettabili, con lenzuola pulite con il marchio di un ospedale italiano.